Il posto delle fregole
Puntuale e prevedibile come il ritorno dell’ora solare (o legale, a seconda del periodo) arriva lo Scandalo Sessuale Eccellente di Stagione. Il copione prevede intemperanze sessuali tra un personaggio principale maschile titolare di incarico stellare e una comprimaria in posizione sempre subordinata.

Puntuale e prevedibile come il ritorno dell’ora solare (o legale, a seconda del periodo) arriva lo Scandalo Sessuale Eccellente di Stagione. Il copione, almeno da una decina d’anni a questa parte – vale a dire almeno dall’estate consacrata alla saga Clinton-Lewinsky – prevede intemperanze sessuali tra un personaggio principale maschile titolare di incarico stellare e una comprimaria appartenente al medesimo ambiente di lavoro, in posizione sempre subordinata: una stagista, una segretaria, una collaboratrice, una consigliera.
Stavolta la gogna dopo la gnocca tocca a Dominique Strauss-Kahn, ex ministro delle Finanze francese e attuale direttore del Fondo monetario internazionale. Dovrà difendersi dall’accusa di abuso di potere a causa della relazione avviata nel gennaio scorso, durante una conferenza in Europa, con Piroska Nagy. Origini ungheresi, la Nagy è stata responsabile del dipartimento africano dell’Fmi ed è tuttora dotata di un marito giustamente sospettoso (l’economista di origine argentina Mario Blejer, pure lui dipendente dell’Fmi) che avrebbe intercettato inequivocabili scambi di e-mail tra la consorte fedifraga e DSK.
La Nagy, che adesso lavora alla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, si era dimessa in agosto (ma chi avrebbe resistito tutto il giorno con marito e amante in circolazione nello stesso ufficio?) e ora un’inchiesta dovrà accertare se le sia stata attribuita una liquidazione più pingue di quella che le spettava, grazie ai buoni uffici di Strauss-Kahn, che nega qualsiasi favoritismo. Sembra tutto terribilmente déjà-vu? E’ così. I dettagli degli Scandali Sessuali Eccellenti di Stagione possono cambiare ma il copione è sempre lo stesso. Pone soprattutto lo stesso interrogativo: come spiegare ai sessantenni di potere, cresciuti nella rivoluzione sessuale e dunque convinti che in amore è tutto consentito, che non ci sono limiti e che mai è necessaria la prudenza, come convincerli, insomma, che dopo l’estate del “pompinismo” assurto a minaccia prevalente alla sicurezza nazionale e internazionale (la definizione è di Philip Roth nella “Macchia umana”, l’estate è quella già citata del 1998), come farli rassegnare, questi patetici sessantenni, all’idea che è rischiosissimo rimorchiare o farsi rimorchiare da collaboratrici, segretarie e dipendenti venti-trenta-quarantenni?
Possibile che si rivelino tutti così ingenui e sprovveduti – i Bill Clinton, i Paul Wolfowitz, i Dominique Strauss-Kahn, geni della politica e della finanza – non appena arrivano al loro personale e megagalattico Studio Ovale? Possibile che nessuno di loro abbia letto (repetita iuvant) Philip Roth? “Un uomo non avrebbe i due terzi dei problemi che ha se non continuasse a cercare una donna da scopare. E’ il sesso a sconvolgere le nostre vite, solitamente ordinate”.